Il fatto

Avrete forse letto la dichiarazione di qualche giorno fa di Angelo Ciocca, presidente della commissione Attività Produttive del Consiglio regionale della Lombardia. Molto sinteticamente: salvare le attività commerciali tradizionali tassando gli eCommerce (almeno quelli che vendono in Lombardia, cioè tutti coloro che vendono in Italia).

Ecco uno stralcio dell’intervento:

“Chi vende in Italia e in Lombardia, anche se il negozio sta dall’altra parte dell’oceano, deve contribuire fiscalmente, pagando una sorta di ”pedaggio” per le autostrade reali e virtuali che percorre. Noi siamo pronti a utilizzare queste nuove entrate anche per sostenere la digitalizzazione e la modernizzazione dei nostri negozi storici, che vogliamo tutelare.”

Le reazioni

Di tutto quello che si è detto e scritto abbiamo trovato una grande completezza di dati raccolti nell’articolo di Giovanni Cappellotto intitolato Come il negozio tradizionale può competere con l’eCommerce.

Ecco in breve quanto esposto nell’articolo:

La tassa sugli e-Commerce non è una novità, basti guardare a quello che accade in America dove la Marketplace Fairness Act è passata al Senato il 6 maggio scorso e adesso è in discussione al Congresso.
Aprire un eCommerce non è un’attività low cost, quindi non c’è vantaggio competitivo in questo senso.
Alcuni dati su eCommerce e negozi tradizionali: “le vendite online sono in crescita in tutto il mondo”, “negli Stati Uniti rappresentano meno del 6% delle vendite totali” e in Italia il 3%.
I negozi tradizionali hanno ancora qualcosa che i negozi online non hanno e devono cercare di riproporre: “l’esperienza sociale”, il toccare con mano il prodotto, il confrontarsi in maniera diretta con un addetto alle vendite, la possibilità di vedere il negozio fisico e farsi un’idea sull’immagine che il negozio vuole dare di sè (accogliente, chic, esclusivo, outlet etc…)

La nostra opinione

Abbiamo riproposto questo intervento, che si conclude con una serie di consigli utili su come riportare questa “socialità” anche online, perchè anche a nostro avviso il focus non va puntato sulla dovuta o non dovuta tassazione degli eCommerce.

Di fatto il commercio elettronico non è affatto il reale problema delle attività commerciali tradizionali in Italia, quanto piuttosto:

– Un sistema disincentivante per le piccole e medie attività
– Un inesistente progetto di formazione al digitale a livello nazionale
– Una mentalità diffusa che o fatica a vedere nel “nuovo” un’opportunità oppure crede che il “nuovo” funzioni magicamente senza sforzo, senza un piano e soprattutto immediatamente.

Soluzioni?

Se sul primo punto non possiamo fare molto, sugli altri due punti abbiamo buoni margini di miglioramento.

I professionisti del digitale infatti, devono nella maniera più assoluta farsi portavoce delle proprie conoscenze e nel proprio piccolo aiutare le aziende, le piccole e medie imprese e le attività commerciali locali a capire come muoversi nel web, per far sì che abbiano una possibilità di riscatto.

Ognuno è libero di scegliere la modalità che preferisce per portare avanti questa mission, noi abbiamo scelto di puntare sulla formazione con appuntamenti mensili sul web marketing e il training on the job per dare la possibilità alle aziende di diventare, dopo un primo periodo di affiancamento, il più autonomi possibile.