I dati registrati dall’Osservatorio B2C eCommerce Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano segnalano un trend di crescita del 20% per quanto riguarda l’eCommerce in Italia nel passato 2011. Eppure gran parte degli investimenti nel settore delle vendite online continua a essere estero, fattore che palesa ancora una volta il ritardo italiano rispetto alle opportunità offerte dal web. Vi proponiamo alcuni dati a conferma che è il momento di puntare sull’online.

Nonostante l’eCommerce italiano rappresenti meno della metà dei 20 miliardi di euro raggiunti da quello francese, e arrivi a malapena a un quarto di quello tedesco e a un sesto di quello inglese, che ha superato lo scorso anno i 51 miliardi, può essere a ragione considerato un mercato in forte crescita: un terzo degli utenti internet nostrani infatti acquista da negozi online, dando maggiore fiducia agli quelli made in italy (40% del totale).

Uno degli ostacoli che l’Italia ha incontrato nel diffondersi dell’eCommerce è stata la scarsa dimestichezza (e forse diffidenza) nei confronti dell’utilizzo di carte di credito o prepagate: utilizzo che però è aumentato, almeno per quanto riguarda gli acquisti online, arrivando a coprirne l’87%.

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Nonostante l’eCommerce italiano rappresenti meno della metà dei 20 miliardi di euro raggiunti da quello francese, e arrivi a malapena a un quarto di quello tedesco e a un sesto di quello inglese, che ha superato lo scorso anno i 51 miliardi, può essere a ragione considerato un mercato in forte crescita: un terzo degli utenti internet nostrani infatti acquista da negozi online, dando maggiore fiducia agli quelli made in italy (40% del totale).

Uno degli ostacoli che l’Italia ha incontrato nel diffondersi dell’eCommerce è stata la scarsa dimestichezza (e forse diffidenza) nei confronti dell’utilizzo di carte di credito o prepagate: utilizzo che però è aumentato, almeno per quanto riguarda gli acquisti online, arrivando a coprirne l’87%.

Come prevedibile il settore turismo è in testa nella classifica delle vendite per comparto merceologico, fattore dipendente in parte dall’affermarsi online delle conversazioni riguardanti i viaggi (con passaparola su forum e social networks) e in parte dal consolidamento della presenza di siti per la vendita di coupon, come Citydeal (Groupon), o come LetsBonus, Privalia, Tickit e altri che stanno con costanza confermandosi anche nel nostro paese.

Che cosa ci dice questa tendenza? Che gli Italiani non costruiscono in maniera strategica la propria presenza online, preferendo affidarsi a esterni come i siti di coupon. Questo atteggiamento è penalizzante: da un lato una volta che il cliente è entrato in contatto con loro avendo ottenuto uno sconto, non si rivolgerà più a loro dovendo acquistare la stessa cosa a prezzo pieno, dall’altra parte il successo o l’insuccesso della propria attività dipende dalla maggiore o minore solidità dell’azienda esterna a cui ci si rivolge. Molto meglio sarebbe decidersi a gestire direttamente il proprio negozio online e a costruire una strategia efficace, non lasciata al caso.

I dati offerti dimostrano quindi che il ritardo italiano può essere sfruttato a tutto vantaggio di chi capirà nel breve periodo le opportunità offerte dall’eCommerce, ora che la concorrenza, almeno per l’Italia, non è ancora così affermata.

La domanda giusta per chi decide di investire in un negozio online rimane però sempre la stessa: ora che conosco le potenzialità dell’eCommerce, come posso garantirmi una presenza solida ed efficace?

 

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